mercoledì 29 novembre 2006

Oh là...











Tra le varie cazzate che mi arrivano nella casella di posta, c'è sempre anche il quotidiano online di Libero, che ieri pubblicava questa interessantissima notizia.
E scopro quindi che non sono l'unico allora...
Sono sicuro che adesso mi passeranno tutti i complessi di inferiorità!

venerdì 17 novembre 2006

Il tempo vola...

D’accordo, d’accordo. E’ venerdì 17.
D’accordo, è pure una giornata grigia, uggiosa, piovigginosa.
Ma chi se ne frega. Fa niente.

Mi ci ero costretto, quella sera, ad uscire con Marta Flavi & Co. Perché non sono un amante delle discoteche, ma piuttosto che starmene in casa ad annoiarmi quel sabato sera decisi che il caos, la folla, il pigia-pigia di una discoteca potevano andar bene lo stesso. Quando chiesi a Marta chi ci avrebbe raggiunto, trasalii nel sentire anche il tuo nome. E scoprivo in quello stesso istante che, nonostante tu mi avessi rifiutato esattamente un anno prima – perché eri ancora fidanzato! – l’emozione nei tuoi confronti non era sparita.
Piazzale Loreto, tarda serata. Le luci arancioni dei potenti lampioni si fondono con quelle bianche e rosse delle auto di passaggio. Arrivate. Il cuore sussulta e noi due ci guardiamo attraverso i vetri dei sedili posteriori. Ci salutiamo sorridendo. Ma allora nemmeno tu mi hai scordato. E non sei più fidanzato…
Usciremo dal Binario qualche ora più tardi. Stanchi si, ma praticamente già sposati.

Da quel sabato sono passati cinque anni.

Buon anniversario, amore mio.
A stasera…

giovedì 16 novembre 2006

Girano...

Sul tappeto davanti al divano sberluccicano nove – e dico nove! – palline di carta dorata. Sono tutti i cioccolatini che mi sono scofanato nell’arco dei trenta secondi post telefonata. L’affare coi vicini del piano di sotto, che avrebbero voluto comprare casa mia per allargarsi, è saltato. Volevano pagare un appartamento al prezzo di una stanza… E ciò significa una sola cosa: che dovremo cominciare questo estenuante rito dell’agenzia immobiliare, con la quasi matematica certezza di incassare meno del previsto.
Girano vorticosamente le balle.
Facciamo zapping per distrarci e per cercare di rallegrare una serata iniziata malissimo. C’è Vespa, che parla di Pacs. Buttiglione è una cosa indecente; un essere veramente anacronistico e, soprattutto, inutile. La Prestigiacomo non si appoggia mai allo schienale della poltrona. Ciancica due concetti senza senso e se ne sta lì, tutta dritta e rigida, come un manico di scopa. La Bindi fa tanti giri di parole, pronuncia più e più volte la frase “discutiamone con serenità e tranquillità”, sembra quasi dalla “nostra” parte ma di tutto ciò che dice solo una cosa mi resta in testa: “noi non vogliamo equiparare, per rispetto agli italiani”. Vaffanculo pure te, Bindi.
Le palle non smettono di girare vorticosamente.
Mi addormento sul divano. Dormo tutta la notte sul divano. Dormo un sonno agitato, fastidioso. Mi sveglio, in ritardo e con un gran mal di schiena. Me lo sono meritato, così imparo a dormire in quel modo.E le palle continuano a girare vorticosamente…
P.S.: ovviamente sabato 25 faremo di tutto per esserci pure noi...

mercoledì 15 novembre 2006

Vendo casa

Si è mai visto, nella storia delle compravendite di case, un possibile acquirente che accetta il prezzo che gli hai proposto, poi cambia idea e fa una proposta al ribasso, gliela accetti e lui, anziché ringraziare e staccare sto cazzo di stramaledetto assegno, ribassa ulteriormente?!
Da queste parti non se ne puote più...

venerdì 3 novembre 2006

Valzer delle denominazioni

Sono nato bergamasco ed ho vissuto i miei primi mesi da nembrese. Poi pseudo inglese, finché un giorno mi sono scoperto salvadoregno; neanche il tempo di farmene una ragione che ero già guatemalteco e di lì a poco caraqueño.
Per scelte altrui sono poi tornato italiano, ranichese per la precisione, ma per il mio lavoro sono dovuto diventare milanese e per amore volentieri rhodense.
E dopo 33 anni di pellegrinazioni, tra qualche mese e non da solo, diventerò un bellissimo pozzese.

All'ultimo piano di questa bellissima palazzina...

lunedì 30 ottobre 2006

Insieme

Porco cane, non ho dormito niente... Faccio una doccia, mi faccio la barba... “Amore sei tu o uno spirito?!!? Già in piedi? Ma cosa può fare l’agitazione!”
“ Dai amore smettila col profumo! Non dobbiamo andare a battere cazzo! Ma c’hai su di nuovo le mie scarpe? E quello è il mio maglione preferito... Non me lo rovinare ti prego ! “
“Seguimi! Ho il Tom Tom così non rischiamo di perderci non possiamo proprio permetterci di arrivare tardi...”
“Tangenziale di merda! Guarda quel pirla sulla corsia di emergenza, ha preso una buca! Ti sta bene stronzo! Mamma come sono teso...”
Colazione: cornetto al cioccolato mandato giù senza masticalo e caffè bevuto rovente; i miei sensi sono totalmente offuscati, non sento calore né sapore.
Non sappiamo neanche a che ora aprono... e se c’è già lì fuori qualcuno che aspetta proprio per lei? Ma no dai! Mica siamo al mercato... Però... Ho paura!
Apre alle nove. E sicuramente arriveranno in ritardo...
Sono le otto. Ci sta un’altro caffè, al baretto lì in fondo... così intanto passa un po’ il tempo. In due minuti siamo di ritorno. E ora? Mancano 58 minuti...
Sigaretta, qualche frase buttata lì senza senso, ansia, silenzio...
Pensare che avevamo detto di prendercela comoda, che non c’era problema!
Eccolo! Momenti ci facciamo investire nell’attraversare la strada. Gli blocchiamo la porta che sta per richiudersi alle spalle. Lo sguardo è perso, non capisce, starà pensando a cosa ci facciamo in ufficio a quest’ora! I nostri occhi probabilmente tradiscono il nervosismo, cerchiamo di scorgere nei suoi un cenno, cerchiamo di capire se siamo in tempo. Evita lo sguardo, tira fuori delle carte, apre le finestre...
“Prende tempo amore, qualcosa non va’ quella puttana della sua amica che l’ha vista prima di noi forse lo ha chiamato di domenica e gli ha chiesto di tenerla via! Bastarda! Devi morire vergine!
Si gira, gli atteggiamenti non sono proprio maschili ( sarà mica della famiglia?)
“ Siete qui per ...”
“Si!”(cazzo è ovvio mica veniamo qui per invitarti al Bar a prendere un caffè! Come sono teso...) “
Lui sorride ( in fin dei conti sembra simpatico ) “ Bene, sono contento che vi sia piaciuta, venite pure, ci accomodiamo nell’ufficio di dietro così siamo tranquilli”.
Le poltrone sono di legno pregiato e un bellissimo quadro in una elegante cornice orientale ci guarda dalla parete di fianco, scrivania in legno , ambiente rilassato...



Sono in ritardo, ci siamo dati un bacio veloce davanti all’auto, e adesso devo correre a lavoro, il sole in faccia mi costringe a corrucciare la fronte, ma non è solo il sole, è che l’emozione ora si libera e la tensione comincia a sciogliersi...
Tocco con la mano la cartellina sul sedile di fianco, qui dentro c’è la realizzazione di uno dei sogni della mia vita... Qui dentro c’è il più bel gesto che potevamo fare nei confronti della nostra coppia...
Il foglio con il nome dell’agenzia immobiliare sporge da sotto e si intravedono due firme tremolanti, quelle dei patati emozionati che hanno comprato casa assieme...
Mi viene da piangere di nuovo...

venerdì 13 ottobre 2006

Cambia, todo cambia...

L’altra sera mi sono scoperto ad attendere le ore 19.15 davanti alla macchinetta delle timbrature per poter segnare 15 minuti di straordinario in più...
Sic!

Per fortuna di fronte a gesti fantozziani esistono ancora piccole pause dense di emozioni più che piacevoli. Quella che vede qui sotto è la cartina con indicati i paesini papabili per un trasferimento di domicilio.

Eh si, basta Milano. Basta caos interminabile, code chilometriche, ore ed ore buttate via per niente; basta vicini che urlano, piani e piani di condominio sopra la testa. Adesso ci cerchiamo un po' di tranquillità.
Domani abbiamo il nostro primissimo appuntamento in un'agenzia immobiliare... Che emozione!

venerdì 15 settembre 2006

Quando ti capitano certe serate...

Ieri sera – confesso - ho pensato quanto segue:

“Me ne sbatto il belino, io, se I. e D. vengono stasera dalle nostre parti per assistere ad un concerto di sfigati di periferia. Cosa cazzo vuoi che me ne freghi a me! E poi, conoscendoli, chissà a che cazzo di ora si presenteranno. E poi viene giù che dio la manda. E ci ho messo sei ore per tornare dal lavoro e sono stanco. E c’è anche quel nuovo reality. E volevo farci le coccole sul divano…”

“Come sarebbe a dire: siamo arrivati! E dov’è che suonano? Laggiù?! Ma cazzo, ci saranno almeno 18km da fare a piedi. E io non ho preso l’ombrello, perché ad un concerto rock non fa “maschio”. E ho pure sbagliato giubbotto, chè nella fretta ho preso quello senza cappuccio!”

“Ma che puzza che c’è, dentro questo tendone! Che tra l’odore di canna e quello di salamella misto pizza, usciremo inseguiti dai cani randagi, cazzo!”

Poi loro hanno cominciato a suonare. Ed è stato uno sballo (oddio, si userà ancora questo termine?). La serata ha assunto tutt'altro aspetto e in più di due di energia pura, di coinvolgimento di pancia, di danze e suoni che sapevano di tribale, ho potuto assistere ad una grandiosa performance!

Ma... solo io non li conoscevo?

martedì 12 settembre 2006

Matrimoni


Quest’anno, è stato per me l’anno dei matrimoni. Poca cosa rispetto a certi amici veterani del festeggiamento, ma dal mio punto di vista è stato davvero un anno pregno di questo genere di appuntamenti: tre matrimoni ufficiali più uno ufficioso, il nostro.
Ed è di qualche giorno fa l’ultimo a cui abbiamo partecipato, quello più tosto dal punto di vista delle emozioni. La sposa e Pietro sono molto legati tra loro, vuoi per l’adolescenza vissuta insieme, vuoi per vicissitudini famigliari comuni e molto forti. Pietro era comprensibilmente molto emozionato e, di conseguenza, lo ero pure io; entrambi quindi molto coinvolti in questo scambio osmotico di gioiosa ansia nei confronti dell'evento.
Al ristorante, qualche ora dopo la fatidica frase di rito, mentre si ride e si scherza e si chiacchiera e si brinda e si gridano agli sposi le solite frasi, il cantante assoldato per tenere compagnia ai commensali ci spara il primo lento della giornata.
E’ stato tutto in una frazione di secondo. Pietro si alza e, con sorridente disinvoltura e buona fede, mi dice: “che bella, sta canzone… vado a cercare qualcuno con cui ballare”.

Stop. Fermo immagine.

In un millesimo di secondo tutto intorno a me diventa immobile e silenzioso; osservo la sala gremita di gente. Realizzo che tre tavolate su sei sono parenti della sposa e di conseguenza, parenti di Pietro. Realizzo però che ci sono anch’io, in mezzo a loro, e che ho riso, scherzato e chiacchierato con tutti. Mi dico che dunque è tutto a posto, eppure mi rendo conto che qualcosa proprio non quadra. Una nota stonata mi giunge all’orecchio e non riesco a identificarla, mi sfugge, mi infastidisce.
Mentre tutto è sospeso, alzo lo sguardo e ti osservo mentre sei davanti a me, così sorridente. Che bello che sei, vestito di tutto punto, con quel brio addosso, con quella felicità in corpo.
Valanghe di emozioni si succedono in maniera incontrollabile, e realizzo finalmente che cos’è quella cosa che mi ha colpito allo stomaco, all’improvviso.
Come se avessi un registratore all'orecchio, riavvolgo il nastro e riascolto con calma e lucidità tutto quello che è stato detto durante queste ore di festa. Sbobino e prendo appunti mentalmente, constatando che i discorsi che si fatto ad un matrimonio ruotano tutti intorno al nuovo nucleo che si è appena costituito. La gente riconosce la valenza, l’importanza, il peso di un simile passo, e si modifica nei comportamenti; parla con i novelli sposi con un tono differente adesso, come se quella appena vissuta fosse stata la cerimonia d’iniziazione ad una nuova vita. I due fanciulli sono infine cresciuti, sono maturati, sono diventati effettivamente Donna e Uomo, e come tali si sono uniti per formare una coppia, una famiglia. E grazie a questa cerimonia dell’assurdo hanno finalmente conquistato la loro posizione nel mondo.
Io ti sto osservando, e sono sorridente anch’io perché oggi è un giorno di gioia e non deve trapelare nient’altro che gioia. Ma dentro sono triste, e piango, perché adesso ho ben chiaro, ben visibile, che a te e a me tutto questo non è concesso. Non gli abiti, non la festa, i regali, gl'inni, non tutto questo. Ma il fatto che te ed io non siamo riconosciuti, non siamo “degni” di essere considerati coppia, che si è trovata, si è innamorata e si è scelta… Il sangue ribolle perchè nonostante tutti sappiano di te e di me, nonostante tutti ci vogliano un gran bene, nonostante tutti siano al corrente che viviamo sotto lo stesso tetto… tu, oggi, devi cercare una donna per ballare il tuo lento…

lunedì 28 agosto 2006

Noia

Seconda settimana di lavoro, primo giorno: il telefono squilla, la collega “so tutto io" strilla, il mio capo impartisce ordini, l’amministratore delegato intraprende una sequenza di mini riunioni con i responsabili, un mio collega prepara la borsa per partire, l’altro al telefono tenta di risolvere una problematica, l’altro ancora ha appena consegnato la lettera di dimissioni...
Io sono qui, inerte, inebetito... Ho fatto pipì, ho bevuto dell’acqua, ho fatto di nuovo pipì, ho pranzato... e ora?


Intanto pensavo; se cambiassimo le nostre firme in Fabel e Petel ?
Io in Gretel proprio non mi ci trovo... ( piuttosto Samantha! )